TERAMO. Un sondaggio sottoposto a più di 300 aziende, per capire le esigenze in alcuni ambiti, dall'internazionalizzazione al rapporto con le banche.
I risultati dell'indagine commissionata dal consorzio a "Bdd" per certi versi sorprendono.
La parte più cospicua riguarda l'export. Il 33% delle aziende non ha un mercato estero, ma quelle che esportano lo fanno soprattutto nei Paesi Cee (54,5%, particolarmente nel settore elettromeccanico, metalmeccanico e legno), e dell'Est Europa (21,7%). Nel resto del mondo operano segmenti residuali dell'industria. Il reale tallone d'Achille del mondo produttivo locale si evidenzia nella risposta alla domanda «E' possibile una riconversione o specializzazione, con altre aziende del territorio, per la produzione di parte di un'unico prodotto, per aumentare la competitivita all'estero?». Solo il 5,13% si è detto disponibile, il 61,54% si è dichiarato contrario (soprattutto nel metalmeccanico, ma anche nell'abbigliamento) e il 33,33% incerto. Di contro le aziende percepiscono che è importante aprirsi all'estero (il 76,3% su uno zoccolo duro di contrari del 23,7%).
Ma la realtà è che il 43,2% non è organizzato per i rapporti con l'estero (soprattutto l'abbigliamento). Fra il 56,8% che invece lo è (soprattutto mobilifici, aziende elettromeccaniche ed elettroniche) i rapporti si articolano con rappresentanti (52,4%) e partnership (14,3%). Riprova della diffidenza all'unità è che l'89,5% non partecipa a consorzi per l'export. D'altronde il 25,5% dichiara non valide le aggregazioni di aziende per l'export e il 30,8% solo parzialmente utile.
Passando ad altro, il 64,1% dichiara di non investire in ricerca e sviluppo. La maggioranza di chi lo fa, spende il 5% del fatturato (il 23,1%, soprattuttoneU'elettromeccanico e legno). Ma le buone intenzioni ci sono: il 30,8% si prefigge di spendere l'l% l'anno prossimo.
Molti imprenditori hanno solo sentito parlare di "Basilea 2"
Banche: molte aziende (il 61,5%) ne utilizzano da una a tre. La banca leader in provincia risulta la Tercas (il 35,90%). Utilizzate solo le soluzioni finanziarie di base: il 54,5% ricorre al leasing, il 39,4% all'acquisto. Per le forme di finanziamento, sono (poco) conosciute: il venture capitai dal 7,3%, il merchant bank e il capitale per lo sviluppo dal 6,6%, la finanza di progetto dal 9,9%. Più conosciute i finanziamenti pubblici (17,2), il credito agevolato pubblico (13,9%), le emissione obbligazioni o azioni (12,6%). A queste ultime due fanno maggior ricorso le aziende, oltre ai classici mutui e leasing. La finanza è un mondo lontano e questo è testimoniato dalla conoscenza di un appuntamento vitale per le aziende, Basilea 2: il 38,5% ne ha solo sentito parlare, il 48,7% lo conosce in parte, (a.f.)
Fonte:Il Centro |